Visita guidata alla mostra ” Bernini e i Barberini” a Roma

Visita guidata alla mostra " Bernini e i Barberini" a Roma

Il 15 marzo con l’Associazione Pian di Massiano tutti a Palazzo Barberini a Roma per ammirare i capolavori di Gian Lorenzo Bernini,scultore, architetto, pittore e scenografo che per più di vent’anni mise il suo straordinario talento al servizio dei papi e della città di Roma e soprattutto di Maffeo Barberini, salito al soglio pontificio con il nome di Urbano VIII.

“Gian Lorenzo Bernini (Napoli, 1598 – Roma, 1680) è stato uno dei grandi protagonisti del Seicento europeo e l’artista con cui la scultura barocca raggiunse i suoi vertici più alti. Grande interprete della cultura figurativa del suo tempo, Bernini fu un ardito e continuo sperimentatore, che lungo una carriera durata oltre sessant’anni fu in grado di innovare in continuazione, ispirando generazioni su generazioni di artisti, creando stuoli di imitatori, guadagnandosi l’attenzione e gli incarichi non soltanto dei papi per i quali lavorò e per le grandi famiglie romane (come i Borghese, i Barberini, i Pamphilj, gli Aldobrandini), ma anche di diversi regnanti europei che gli chiedevano ritratti in continuazione. Fu dunque un artista di enorme successo.

Le opere di Bernini hanno profondamente modificato il volto di Roma e hanno contribuito a renderla la città spettacolare e multiforme che vediamo oggi. I suoi capolavori sono custoditi in tutti gli angoli del centro storico, e quasi non si può dire d’aver davvero visto Roma se non si compie un tour berniniano, dato che la Roma barocca porta inequivocabilmente la sua firma. Bernini è stato uno dei protagonisti della cultura figurativa barocca, e ha dato vita a un nuovo gusto: un’arte movimentata, dinamica, scenografica, drammatica, coinvolgente (il nome “barocco” forse deriva dalla parola francese “baroque”, a sua volta calco del portoghese “barroco” e dello spagnolo “barrueco”, entrambi termini che indicano una perla di forme irregolari: veniva inizialmente adoperato dalla storiografia con intento dispregiativo, poiché le creazioni barocche erano viste come stravaganti e bizzarre)”.

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